ALLA SCOPERTA DEI DINTORNI

< class="text-4xl text-[#CDAE61] mb-5 px-0 lg:px-28">Itinerari e percorsi

Come il famoso scrittore inglese, questa è una domanda che qualunque viaggiatore si fa arrivando alla sua meta. E noi che, come lo scrittore inglese, intendiamo la vita come “un viaggio da fare a piedi” consigliamo di indossare scarpe comode, prendere uno zaino, una borraccia e incamminarsi in luoghi poco distanti da Borgo Condé, per scoprire scorci naturali e paesaggi sorprendenti, alle pendici degli Appennini, dove il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi accoglie i suoi “viaggiatori slow”.

Cammini consigliati

La Grotta Urlante

Dal paesino di Premilcuore un sentiero, che anticamente era la via principale che conduceva a Firenze, segue docilmente a ritroso il corso del fiume Rabbi. Dopo un breve cammino, all’altezza di un ponte in pietra a dorso d’asino del XVII secolo, rocce ripide a strapiombo creano una grotta e un salto di vari metri dove le acque creano un gorgo e un frastuono che dà il nome al a un luogo da leggenda.

Il Molino Mengozzi

A Fiumicello si trova questo mulino, ancora attivo dopo 600 anni, che testimonia l’ingegno di antiche genti che sfruttavano l’energia dell’acqua per produrre farina di cereali e castagne necessarie per cucinare piatti poveri e gustosissimi, come le tagliatelle di castagne da condire con funghi porcini o tartufo, oppure il “castagnaccio” dolce tipico della tradizione tosco-romagnola. All’intorno è un bosco di abeti un tempo popolato da taglialegna e carbonai.

Le pozze del Bidente

Anche dette le cascate dello zerbale, non sono un posto facile da trovare. Bisogna risalire la valle del fiume Bidente e, dopo Santa Sofia, in località Cabelli cominciare a scrutare il ciglio della strada: non ci sono cartelli, solo uno spiazzo sul lato interno della valle ne fornisce l’indizio. Da lì, un breve sentierino scosceso scende al greto dove, saltellando tra lastroni di pietra levigata, gorgoglia un torrente ghiacciato, dove trovare refrigerio nelle più calde giornate estive. Intorno una vegetazione lussureggiante e impenetrabile.

Il Lago di Ridracoli

Una diga ha formato questo bacino, che rifornisce la pianura romagnola. Qui si trova “Idro” un eco-museo dell’acqua e un battello elettrico che permette di arrivare negli angoli più nascosti del lago. Dalle sue pendici partono sentieri che si arrampicano lungo le vallecole di questo angolo nascosto di natura che, visto dall’alto assomiglia a un fiordo.

L’Acquacheta

È una cascata con un salto di oltre 70 metri, descritta da Dante nel XVI Canto dell’Inferno. La si raggiunge solo con un’escursione di un paio d’ore, risalendo una valle fino ai ruderi di un antico borgo.

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